Progetto per la trasformazione di immobile da adibire alla costruzione della strumento MAORY, area CNR, Bologna

Committente:
Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica Cosmica di Bologna - INAF
Tipo di appalto:
Pubblico
Affidamento:
Progettazione Preliminare e Definitiva + Coord. Sicurezza (posti a base di gara d'appalto integrato)
Periodo di esecuzione:
2013-2014
Importo dei lavori:
€ 563.763
Ruolo di SB+:
Mandataria di RTP

Committente:
Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica Cosmica di Bologna - INAF
Tipo di appalto:
Pubblico
Affidamento:
Coordinamento Sicurezza in fase di Esecuzione
Periodo di esecuzione:
2017 - 2020 (in corso)
Importo dei lavori:
€ 563.763
Ruolo di SB+:
Unica assegnataria

L’ intervento – previsto all’interno della “Area della Ricerca – CNR” di Bologna – riguarda un edificio nella disponibilità dello IASF (Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica Cosmica), struttura territoriale dell’INAF (Istituto Nazionale di AstroFisica) ed è focalizzato a rendere l’immobile compatibile con i requisiti richiesti per la costruzione di una sofisticatissima strumentazione scientifica.

Si tratta di un dispositivo denominato MAORY la cui realizzazione – nell’ambito del progetto internazionale che ha lo scopo di installare un telescopio ottico denominato E-ELT in Cile – è stata affidata, appunto, all’INAF, nella sua struttura territoriale IASF di Bologna.

L’immobile

L’immobile oggetto dell’intervento ha in effetti le caratteristiche di un edificio industriale: si tratta di un capannone a struttura prefabbricata avente dimensioni di 19x12m in pianta e di 13m in altezza. Esso è già attualmente impiegato come laboratorio di ricerca e dispone di dotazioni (il carroponte, ad esempio) che lo rendono idoneo, assieme alle rilevanti dimensioni, per gestire l’integrazione della complessa strumentazione MAORY, una volta che sia stato adeguato alle specificità del compito. Oltre che da un punto di vista edilizio l’immobile ha richiesto significativi interventi impiantistici: elettrici e, soprattutto, meccanici, sia in relazione alle esigenze ambientali sia in relazione alle specifiche necessità della strumentazione, della camera termo-vuoto, delle due camere criogeniche.

Clean-Room

Il Documento Preliminare alla Progettazione esprimeva il desiderio della S.A. di conferire al locale Laboratorio le caratteristiche di una Clean-Room in classe 100.000 (ISO 8 secondo ISO 14644-1). Tale circostanza, oltre a imporre specifici parametri alla progettazione impiantistica (non trattata in questa scheda) ha ovviamente condizionato pure la progettazione edilizia. E’ dunque stato previsto di rivestire l’attuale piano di calpestio con una pavimentazione continua in resina adottando, tra le quattro tipologie possibili (verniciatura, multistrato, autolivellante, massetto) quella del multistrato in quanto ritenuta la più adatta in relazione alle condizioni del fondo da rivestire, del tipo di movimentazione attesa (muletti e trans pallet), delle esigenze di grip.

Naturalmente il problema della pulizia si poneva inoltre per la restante superficie interna del capannone: pareti e soffitto. Si è dunque progettato un rivestimento di tali superfici, un vero e proprio involucro interno, con pannelli sandwich bilamiera e riempimento interno poliuretanico. Essi, come noto, presentano una superficie verniciata industrialmente a poliestere, inalterabile e liscia; tale dunque da non determinare rilasci, da non trattenere sporco e, infine, da essere facilmente lavabile. Per esaltare questa prerogativa è stata prevista l’adozione di pannelli a superficie perfettamente piana, priva di nervature, tale dunque da ostacolare il ristagno di polveri in sospensione oltre a garantire maggior efficacia delle operazioni di pulizia e lavaggio. I pannelli sandwich hanno le estremità maschiate che forniscono una solidarizzazione meccanica ed una continuità planare. La tipologia commerciale scelta per il caso in esame prevede inoltre che i fissaggi avvengano con viti nascoste, grazie alla particolare conformazione della maschiatura.

I pannelli di parete, con spessore di lamiera pari a 5/10mm e totale di 60mm, non sono previsti in aderenza alla faccia interna delle pareti ma discosti da esse, così da formare un’intercapedine da impiegare per gli impianti: questi emergono pertanto solo nei punti effettivamente necessari restando nascosti nello sviluppo della distribuzione e contribuendo così alla pulizia del Laboratorio. Per consentire tale disposizione sono stati progettati appositi telai in tubolare metallico con lo scopo di costituire una sottostruttura stabile alla quale fissare, per avvitamento, i pannelli. E’ ovvio che tale pannellatura, assieme a quella di spessore 100mm a controsoffitto, hanno consentito, in aggiunta, di raggiungere il voluto grado di isolamento termico dell’immobile.

La Sala di Controllo e il Filtro Interno

Il progetto ha previsto una diversa distribuzione interna dei locali finalizzata all’individuazione di spazi “non puliti” destinati alla strumentazione e alla conduzione delle operazioni di test sul MAORY (Sala di Controllo) e alla costituzione di un locale ad anticamera della zona pulita (Filtro Interno). La Sala di Controllo, ma anche tutte le finestre del capannone sono state dotate di particolari tende motorizzate, racchiuse nell’intercapedine del vetro-camera, necessarie a garantire il completo oscuramento ambientale in occasione dei test ottici previsti in occasione del montaggio del MAORY.

Le nuove costruzioni

All’esterno sono stati progettati due nuovi volumi: uno esclusivamente tecnico e destinato ad accogliere i serbatoi inerziali, le pompe di circolazione, i collettori di spillamento, i compressori per refrigerazione della camera criogenica ed altra impiantistica, l’altro, denominato Filtro Esterno, con finalità di anticamera alla clean-room tramite due portoni industriali ciascuno da oltre 30mq. Della relativa struttura, prevista in carpenteria metallica, è stata svolta la progettazione antisismica.

Altre opere

Altre attività progettuali hanno riguardato la realizzazione di una Sala Riunioni e Videoconferenze (nella quale i Tecnici coinvolti nella realizzazione della strumentazione possano conferire tra di loro e con i colleghi nazionali e internazionali), della posa di linee-vita in copertura e di molti altri interventi manutentori volti a garantire la non necessità di accesso al laboratorio, una volta che si sia avviata la costruzione dello strumento e per tutto il tempo necessario all’ultimazione, per lavorazioni che sarebbero, per loro natura, non  compatibili con le esigenze di pulizia ambientale.