Progetto del miglioramento sismico di Palazzo Camerini sede della Questura di Ferrara

Committente:
Provincia di Ferrara
Tipo di appalto:
Pubblico
Affidamento:
Progettazione Preliminare, Definitiva, Esecutiva
Periodo di esecuzione:
2014-2016
Importo dei lavori:
€ 1.600.423
Ruolo di SB+:
50% di RTP

In occasione dell’evento sismico del maggio 2012, il Palazzo Camerini di Ferrara subì danni di entità tale da condurre i tecnici della Protezione Civile alla classificazione “B – Edificio temporaneamente inagibile“. Con Convenzione protocollo 2978/2014 la Provincia di Ferrara, proprietaria dell’immobile, ha affidato a questo RTP i “servizi di ingegneria ed architettura relativi alla progettazione e direzione lavori degli interventi di miglioramento sismico dell’edificio“.

Palazzo Camerini, posto in Corso Ercole I d’Este dinnanzi al Palazzo dei Diamanti, è un immobile storico di rilevante importanza. Elevatissima dunque l’attenzione posta dalla Soprintendenza circa l’ammissibilità della campagna di indagini e della tipologia di rafforzamenti progettati; per esse si è dovuta dimostrare la compatibilità con il pregio dell’edificio, delle sue parti lignee e di quelle affrescate.

Altra difficoltà che si è dovuto affrontare è legata alla funzione dell’immobile. Esso è infatti sede della Questura della città e le attività svolte hanno caratteristiche tali da rendere il luogo altamente sensibile in termini di:

  • segretezza,
  • urgenza operativa,
  • tutela degli impianti di comunicazione e trasmissione dati.

La progettazione, nonché la campagna di indagini, hanno dovuto tener conto della necessità di garantire la continuità delle attività di servizio e controllo sul territorio che la Questura svolge quotidianamente; quindi limitando al massimo le interferenze con le attività e la strumentazione dei locali: D.I.G.O.S., servizio 113, sala server, centrale di comunicazione telefonica e ponte-radio. Attività tutte che non possono subire interruzioni di servizio.

La scheda AeDES denunciava la presenza di “lesioni diffuse”. Esse si estendono, pur con intensità diverse, in gran parte dell’immobile lasciando indenne la sola Ala Sud (M4). Di particolare rilevanza erano i danni riscontrati negli spigoli Nord-Est e Nord-Ovest delle pareti d’ambito dello scalone, laddove il corpo di fabbrica si eleva sul resto dell’edificio. E’ evidente l’effetto dannoso del sisma con avvio di ribaltamenti favoriti dalla elevata altezza libera dei pannelli murari.

Nella progettazione degli interventi si è fatto ricorso alle più moderne tecnologie di materiali al fine di minimizzare l’impatto e l’invasività degli interventi stessi pur massimizzandone l’efficacia. Il calcolo e la modellazione sono stati svolti con differenti programmi di calcolo, sfruttati ognuno per le proprie specifiche peculiarità: ProSap della 2Si di Ferrara e 3Muri della StaDATA di Torino.

A tal proposito si riportano alcune delle principali lavorazioni previste:

  • scuci-cuci delle lesioni più importanti;
  • tiranti con capochiave incassato, quando possibile, o in linea con la tradizione storica del luogo;
  • cordolatura in acciaio;
  • irrigidimenti del piano di falda, con applicazione di doppio tavolato in legno e nastri in acciaio controventanti in microforato;
  • ricostruzione della tessitura muraria in corrispondenza delle nicchie;
  • consolidamento dello scalone monumentale con telai metallici non in vista e lamine di pultruso inserite lungo i letti di malta.

È importante osservare come tutto il Progetto Esecutivo abbia dovuto tener conto anche delle richieste ed indicazioni pervenute dalla Struttura Tecnica del Commissario Delegato della Regione Emilia Romagna  sia nella Nota del 15.06.2015 che nel parere del 11.02.2016.

Le esigenze funzionali della struttura, come detto, hanno condizionato l’intera progettazione. La successione delle fasi di lavoro ha assunto un gran rilievo nel caso in esame e dunque tutta l’organizzazione di cantiere. Questa, che di solito segue la fase progettuale, è stata invece oggetto di studio in contemporanea con la progettazione stessa, essendo appunto necessario prevedere lavorazioni adeguate allo stato del cantiere in uno specifico momento del cronoprogramma. Si è dovuto ad esempio “ponderare” l’esecuzione delle varie lavorazioni con la disponibilità degli uffici da esse interessati e il trasloco temporaneo di certe funzioni.